Anche il castello di Bardi, come qualunque castello, ha la sua leggenda e il suo fantasma.
La storia è ambientata intorno al secolo XV quando a comandare la guarnigione del castello era un giovane ed eroico comandante dal nome di Morello. Anche qui vi è una storia d’amore tra il giovane e la figlia del castellano – il castello di Bardi era un possedimento della famiglia Landi – Soleste.
Il destino di un cavaliere è quello di combattere, così un giorno Morello dovette mettersi alla testa delle truppe per rintuzzare le pretese di un signorotto locale che era una spina nel fianco della famiglia Landi. Soleste attese con ansia il ritorno del suo amato: ogni giorno si recava in cima al mastio per scorgere il ritorno di Morello. In una tragica mattina vide approssimarsi alle mura del castello l’armata del nemico e comprendendo che Morello era morto in battaglia si getto giù.
Peccato, continua a narrare la storia, che in effetti quei soldati erano gli uomini di Morello che per ordine del loro comandante avevano indossato per spregio le divise degli avversari sconfitti.
L’uomo, in preda al rimorso per aver cagionato il suicidio della sua promessa sposa, scelse anche lui di togliersi la vita buttandosi giù dal mastio.
La storia si tramuta in leggenda e la leggenda in terreno di ricerca dei parapsicologi i quali, con testimonianze visive, affermano di aver “catturato” lo spirito dello sfortunato Morello.
Se la storia vi interessa potete sempre andare qui
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E’ invece tutt’altra cosa quello che viene riportato dal mensile “Wired” su Bardi: cioè di come questo paese dell’Appennino parmense ad 800 metri di altitudine ed ad un milione di curve dalla costa ligure, abbia trovato il modo di uscire dall’isolamento dovuto al “digital divide”.
Il tutto per merito di Andrea Pontremoli, amministratore delegato della Dallara (macchine sportive e Mille Miglia: l’indizio è questo) che facendosi aiutare da un gruppo di volontari (e dall’IBM) è riuscito a realizzare un rete wi-fi che assicura 3Mbps a tutti gli abitanti di Bardi.
Il progetto, ovviamente, è molto più complesso ed è riportato in maniera dettagliata nell’articolo di Wired. Il nocciolo della questione, però, è questo: e cioè di come la tecnologia riesca a far rivivere un paese che si dava per vinto a causa dell’isolamento, e di conseguenza come un’idea può generarne altre fino a trovare soluzioni lavorative affinché le persone non siano costrette ad allontanarsi dal proprio luogo di nascita per poter vivere.
Un rapporto del Centro Studi Confindustria afferma che un investimento nelle infrastrutture telematiche corrisponde ad un aumento proporzionale del Pil. Peccato che l’Italia sia ancora molto indietro anche nel confronto dei soli Paesi europei.
“Sveglia Italia” il titolo della campagna di Wired per portare il wi-fi gratis in n150 piazze italiane, sembra essere decisamente un invito che non si può trascurare per noi e per le generazioni future.
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