Questa sarà l’estate del pesce scorpione?

Il pesce scorpione Credit: Michael Gäbler

La stagione balneare non è poi  così lontana giudicando  la temperatura odierna che, se da una parte non è  ancora idonea per un bagno in mare,  è sufficiente per il primo  abbozzo  di  abbronzatura.

Cosa ci  aspetterà per la prossima estate che si  prevede essere, come del resto  ogni  anno, caldissima?

Naturalmente abbonderanno i soliti  servizi dei  media che inviteranno  gli  anziani  a non uscire nelle ore più calde, magari  suggerendo di  rifugiarsi  nei  grandi  magazzini dove l’aria condizionata è presente (condannandoli  così ad una bronchite fuori  stagione), oppure cosa sia giusto o meno  mangiare con la canicola e bere tanta acqua.

Ci sarà spazio  anche per la proliferazione delle meduse e del famigerato  pesce scorpione .

No, su  quest’ultimo (e per fortuna) le notizie rimangono  circoscritte ad un unico  avvistamento avuto in Sicilia l’estate scorsa.

Dicevamo  per fortuna, perché il Pterois volintas (anche il nome in latino  incute un certo  orrore) è tra i pesci  considerati  più pericolosi: i  suoi  lunghi  aculei velenosi  possono  provocare dolore acuto, vomito  ed, in alcuni  casi, la morte del  soggetto  colpito.

Nel 2015 il pesce scorpione arrivò  nelle acque turche dal  Mar Rosso, da qui  si  spostò in Grecia e seguendo  le acque più calde, si è pensato  che avrebbe passato  il canale di  Suez per invadere il resto  del  bacino  del  Mediterraneo.

Per alcuni  l’introduzione del  pesce scorpione nel  Mediterraneo è stata frutto  di un’azione deliberata da parte di  alcuni: è la stessa storia dei lupi  paracadutati nel nostro  appennino (c’è chi  ci  crede ancora).

 

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